Unitá di casi di Alta Complessitá

Ginemed ha presentato ad Aprile 2017 la sua unità per i problemi di impianto e di poliabortivitá. Un’area nata per assistere pazienti con esigenze particolari: problemi di impianto, aborti ripetuti e sterilità di origine sconosciuta. In sintesi, casi di elevata complessità, che richiedono un approccio specialistico, l’esecuzione di studi e test specifici: studi immunologici e/o endometriali e terapie altamente specializzate.

Da piú di 2 anni l’unità risolve casi complessi con precedenti fallimenti, patologie inusuali e casi non diagnosticati con anteriori scarsi risultati, permettendo di diventare genitori a persone che stavano ormai rinunciando a questo sogno.

L’équipe medica è guidata dal Dr. Juan Manuel Jiménez, specialista in Riproduzione e Immunologia, e dal Dr. Fernando Sanchez, Responsabile dell’Area di Riproduzione assistita. Data la complessità dei casi, l’approccio viene impostato attraverso consulenze di valutazione personalizzate (dopo l’invio della storia del paziente) e può essere fatto a Ginemed Sevilla o in videoconferenza (via Skype, previa prenotazione dell’appuntamento e previo invio della storia del paziente).

Come sapere se il tuo caso é di Alta Complessitá?

Problemi di impianto

Pazienti che hanno trasferito almeno 4 embrioni di buona qualità, in almeno tre transfer e a condizione che alcuni siano stati in fase di blastocisti.

Poliabortivitá

Pazienti con 3 aborti consecutivi o con alterazioni già diagnosticate dopo un secondo aborto.

Sterilitá di origine sconosciuta

Pazienti che, dopo aver effettuato gli studi di base sulla sterilità, non trovano alcuna giustificazione per la sterilità.

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Embrioni in 3ª giornata o stadio di blastocisti: quando trasferirli?

Realizzare un transfer di embrioni allo stadio di blastocisti, ci permette di avvicinarci ancora di più alle condizioni naturali, migliorando la sincronia endometrio-embrione ed ottenendo percentuali di successo di impianto maggiori.

Transfer en +3 o +5

Storicamente, il perfezionamento delle tecniche di riproduzione assistita ha significato un miglioramento delle percentuali di gravidanze, transformando in realtá il sogno di avere  dei figli.

Durante anni, si è considerato il transfer degli embrioni in 3ª giornata evolutiva come l’opzione più fattibile al momento di realizzare un transfer embrionario. Nonostante ciò, con l’arrivo delle incubatrici di nuova generazione, si è aperta una nuova finestra alla coltura di lunga durata degli embrioni, dove la selezione naturale ritornava a guadagnare protagonismo dentro il mondo “in vitro” del laboratorio.

Da allora, noi professionisti ci scontriamo con l’eterna domanda: transfer embrionario in 3ª o in 5ª giornata evolutiva?

Entrambi i metodi di selezione embrionaria comportano una serie di vantaggi e svantaggi al momento di realizzare il transfer, per ciò la scelta dipenderà dalla valutazione su misura di ogni singolo caso da parte degli specialisti.

Come regola fissa, affinchè si realizzi l’impianto dell’embrione nell’utero materno, è necessario che l’embrione si trovi allo stadio di blastocisti (5º-6º giorno di sviluppo). Ciò nonostante non tutti gli embrioni sono capaci di raggiungere questo stadio al di fuori del corpo umano.

La classificazione embrionaria non è una scienza esatta. Per questo, esistono casi in cui pazienti, ai quali erano stati impiantati embrioni di bassa qualità in 3ª giornata, il cui fine, in caso di poter disporre di altri di migliore qualità, non sarebbe stato quello dell’impianto, hanno dato luogo ad una gravidanza.

Ciò si deve al fatto che non esiste una maniera di sapere se questi stessi embrioni, scartati in 3ª giornata, avrebbero avuto un fine differente nel caso in cui fossero stati impiantati nell’utero materno in quello stadio.

Tuttavia, oggi, sia i mezzi di coltura utilizzati che le condizioni che riguardano il laboratorio, riproducono con un alto grado di fedeltà le condizioni naturali nelle quali si sviluppano gli embrioni nell’utero; per cui questi casi non possono essere considerati come una norma generale e, pertanto, non ci permetterebbero di scartare l’uso del transfer in 5ª giornata a fronte della 3ª giornata evolutiva.

Alla stessa maniera, embrioni di buona qualità in 3ª giornata possono non essere capaci di raggiungere lo stadio di blastocisti, o al contrario, embrioni di bassa qualità in 3ª giornata, possono essere in grado di recuperarsi qualitativamente e raggiungere questo stadio di buona qualità.

Un altro fattore indispensabile per l’impianto è la sincronia endomentrio-embrione. Si tratta di una dialogo che avviene tra l’endometrio e la blastocisti, visto che in 3ª giornata evolutiva, gli embrioni ancora si troverebbero a scendere attraverso le trombe di Falloppio verso l’utero.

Un transfer in 5ª giornata, ci permette di avvicinarci ancora di più alle condizioni naturali, ottenendo percentuali di successo di impianto maggiori che quelle ottenute in 3ª giornata.

In forma generale, e davanti ai multipli scenari che si possono presentare in entrambi gli approcci di transfer, si suole tenere in considerazione il numero di embrioni e la loro qualità, che sono le caratteristiche che faranno pendere la bilancia da un lato o dall’altro.

In questo modo, con un numero elevato di embrioni di buona qualità in 3ª giornata, la coltura di lunga durata ci permetterebbe l’opportunità di selezionare quell’embrione con capacità di formare una blastocisti e una migliore sincronia endometriale, aumentando le possibilità di successo d’impianto e riducendo dunque il numero di transfer.

Al contrario, con un numero di embrioni limitato, questo vantaggio rimarrebbe diluito dalla possibilità di cancellazione del ciclo nel caso in cui questi non rispondano con la migliore qualità.

Tutti questi fattori sono tenuti in conto al momento di prendere una decisione, e devono essere studiati singolarmente, personalizzando al massimo ogni trattamento.

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È possibile avere rapporti sessuali durante i trattamenti di procreazione assistita?

smile-2607299Avere rapporti sessuali durante i trattamenti di procreazione assistita riduce la frammentazione del DNA spermatico e favorisce la tolleranza immunologica tra la madre e l’embrione.

In modo generalizzato, la linea guida abituale da parte degli specialisti in medicina riproduttiva era di raccomandare ai pazienti che iniziavano un trattamento di riproduzione umana assistita di non mantenere rapporti sessuali durante lo stesso, in parte per analogia con il modo di procedere nel seminogrammi, un test in cui l’astinenza indicata è tra i 2 e i 5 giorni, perché questo ci permette di essere in grado di garantire che i parametri ottenuti siano comparabili in diverse situazioni

Tuttavia,  prove scientifiche hanno fatto luce su quest’area di conoscenza, portando a un cambiamento sostanziale con l’aiuto di dati aggiornati che hanno finito per smantellare questo preconcetto.

In questo senso, le ultime pubblicazioni scientifiche mostrano i vantaggi di avere eiaculato ripetutamente nei giorni precedenti alla raccolta del campione seminale in laboratorio, dovuto al fatto che si riduce la frammentazione del DNA spermatico, cosa che ci garantisce di ottenere un campione seminale di migliore qualità. Inoltre, l’ideale è che l’ultima eiaculazione sia il più vicino possibile al momento di realizzare la raccolta del campione in laboratorio per fecondare gli ovociti. Read more ›

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La DGP riduce il numero di transfer necessario per raggiungere una gravidanza

Questo metodo di selezione embrionale riduce il numero di transfer necessari per avere un nascituro sano e, allo stesso tempo, di ridurre il numero di aborti.

DGPÈ riconosciuto il ruolo che gioca l’etá a livello riproduttivo. Tutti sappiamo infatti che fra i 25 e i 35 anni la capacitá riproduttiva della donna si abbassa di un 50%. A partire dei 35 anni, la donna puó incontrare difficoltá a concepire o puó andare incontro con maggiore facilitá ad aborti spontanei. Ma c’è una buona notizia: la scienza avanza anche nel campo della prevenzione: la medicina riproduttiva ci offre una soluzione grazie alle informazioni che ci dá il DNA degli embrioni attraverso l’Analisi Preimpianto (DGP).

Questo tipo di tecnica di riproduzione assistita permette di analizzare geneticamente gli embrioni per identificare quelli che sono portatori di alterazioni cromosomiche o qualche malattia monogenica.

Con la Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP) si studiano gli embrioni per poter trasferire quelli sani e poter cosí garantire che il nascituro non sia affetto dalla malattia studiata. Read more ›

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L’importanza della Vitamina D nei trattamenti di riproduzione.

Studi recenti hanno dimostrato che le donne con alti livelli di vitamina D avranno maggiori possibilità di concepire un figlio.

Vitamina D

Un ottimo stato nutrizionale sin dal periodo preconcezionale, e un adeguata assunzione di tutti i nutrienti essenziali, rappresentano fattori importantissimi per migliorare la fertilità e sviluppo della gravidanza.

Tra questi nutrienti, è da sottolineare il ruolo della vitamina D per due fattori:

Sempre più spesso è documentato e comprovato il suo ruolo nella fertilità femminile tanto quanto in quella maschile; inoltre per la prevalenza di bassi livelli di vitamina D in quelle donne che desiderano una gravidanza o che ricorrono a trattamenti di procreazione assistita.

È possibile assumere Vitamina D attraverso una dieta costituita da: latticini, pesce azzurro, tuorlo d’uovo, etc,; o sintetizzarla a livello cutaneo attraverso l’esposizione alla luce del sole (UVB). Si stima che il 50% della popolazione generale corra il rischio di presentare bassi livelli di vitamina D,  soprattutto nei casi di assunzione insufficiente attraverso la dieta, di cattivo assorbimento intestinale, di consumo di medicinali o di insufficiente esposizione alla luce solare.

La vitamina D è fondamentale per il metabolismo osseo e per l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, svolgendo la sua azione antiinfiammatoria e immunomodulante su diversi organi, in particolare modu sul pancreas, a livello celebrale,  sul sistema cardiovascolare e sull’apparato riproduttore. Read more ›

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Le sei domande sull’attesa delle BetaHCG

Dal momento che non possiamo accellerare le lancette dell’orologio sta a noi risolvere tutti i dubbi che potrebbero sorgere durante questo periodo di tempo.

Test embarazoIl risultato delle BetaHCG é l’ultima fase del nostro trattamento di Riproduzione assistita. É un periodo di circa 12-15 giorni durante il quale l’ansia, i dubbi e l’incertezza accompagnano la donna incinta fino al momento in cui viene a conoscenza dei risultati.

L’impianto é un processo delicato che spesso sfugge al nostro controllo. Peró, anche se non possiamo ridurre i tempi di attesa, possiamo offrirti informazioni mediche di qualitá per risolvere tutti i dubbi e le incertezze e provare a ridurre i livelli di ansia e stress, affinché ti sia possibile aspettare con piú calma, capendo cosa sta accadendo in ogni momento.

Di seguito, é stata compilata una lista con le sei domande piú frequenti che i nostri pazienti ci porgono in visita durante l’attesa delle BetaHCG.

Quando inserisco gli ovuli vaginali credo che il mio corpo non riesca ad assorbirli bene…

Sempre e quando l’ovulo rimanga nella vagina almeno 20 minuti, quest’ultimo si scioglie e viene assorbito correttamente. Se fuoriesce una piccola quantitá, dobbiamo sapere che solitamente é la capsula che contiene il medicinale o l’olio che viene usato come mezzo per dissolvere alcuni farmaci che non si dissolvono in acqua. Si consiglia di inserirlo di notte prima di andare a letto, o se deve essere inserito di giorno si consiglia di utilizzare salvaslip per evitare di sentirsi bagnate e sporche.

Come posso assumere gli ovuli di Progesterone, via orale o via vaginale?

Entrambe le vie di somministrazione sono valide. Solitamente si consiglia per via vaginale , in quanto cosí si evita l’effetto del primo passaggio (ovvero passare attraverso il fegato) ed in questo modo l’azione dell’ovulo é piú efficace, ottenendo un assorbimento migliore. Inoltre, la via orale presenta solitamente sintomi come nausea, vertigini o sonnolenza. Read more ›

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Melatonina e qualitá spermatica

Studi recenti mostrano i benefici dell’assunzione di melatonina negli organi riproduttivi durante i trattamenti di riproduzione assistita.

La melatonina è un composto naturale, prodotto da una piccola struttura cerebrale – la ghiandola pineale, nota anche come epifisi cerebrale – situata al centro del cranio. Questa ghiandola endocrina ha la proprietà unica e curiosa di servire come un convertitore biologico di informazioni sulla luce ambientale e di essere una parte centrale del sistema di controllo dei nostri ritmi biologici.Dai tre mesi di vita, la melatonina è presente nella circolazione, aumentando durante il periodo di minore luce diurna, diventando un vero “ormone dell’oscurità”.Il suo aumento ogni notte “apre le porte del sogno” e, per tutta la vita, diminuisce. Questa diminuzione è associata con l’insonnia e una maggiore prevalenza di cancro.

In questo modo, la melatonina ha la capacità di coordinare e regolare i ritmi biologici del corpo, insieme a un potente effetto antiossidante e un’eccellente funzione come protettore naturale delle cellule.

Melatonina_nuecesGli organismi aerobici, cioè quelli che usano ossigeno nel loro metabolismo, sono continuamente esposti allo stress ossidativo (EO), che si verifica quando la generazione di radicali liberi supera la capacità di eliminazione degli antiossidanti naturali, che possono influire sull’integrità del tuo DNA. I radicali liberi sono prodotti durante il normale metabolismo cellulare e in alcune situazioni come l’esposizione a radiazioni ionizzanti, raggi ultravioletti, inquinamento ambientale, fumo, ecc.

Lo sperma contiene antiossidanti che proteggono le cellule germinali dal pericolo di ossidazione ambientale. Tuttavia, gli antiossidanti vengono eliminati attraverso tecniche di riproduzione assistita (ART), lasciando lo sperma vulnerabile al danno ossidativo. Read more ›

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Che analisi vengono richieste per uno Studio Basico di Sterilità?

Queste analisi hanno lo scopo di diagnosticare i problemi più comuni legati alla sterilità

In uno Studio Basico di Sterilità è fondamentale per sapere se c’è ovulazione, se c’è permeabilità delle tube e se c’è una proporzione numero – mobilità adeguata degli spermatozoi. Inoltre, c’è da aggiungere la valutazione della riserva ovarica nelle pazienti che hanno già superato i 35 anni o in donne più giovani se si sospetta che esista una risposta bassa. Alle donne con cicli mestuali irregolari è importante analizzare le gonadotropine (FSH e LH), prolattina e progesterone nella seconda fase del ciclo (giorni 20-22).

ICSI GINEMEDLe pazienti sterili non soffrono di maggiori patologie legate alla tiroide rispetto alla popolazione generale, per cui normalmente si realizzano studi sulla funzione tiroidea solo quando si sospetta che ci sia una disfunzione, quando ci sono alterazioni mestruali o alle donne che non ovulano.

Per valutare correttamente l’ovulazione si deve analizzare il livello di progesterone fra i giorni 20 e 22 del ciclo, o nei giorni successivi nelle donne che hanno un ciclo più lungo. Read more ›

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Che cosa provoca una bassa risposta ovarica e come trattarla

La scarsa risposta alla stimolazione ovarica è una delle sfide più interessanti che si possono presentare a uno specialista di riproduzione assistita.

Non esistono criteri uniformi per definire la bassa risposta. Anzi, è stato solo nel 2010 che la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia è giunta a un consenso nella sua definizione. È stato stabilito che per confermare che esiste una risposta bassa, almeno due dei seguenti criteri devono essere soddisfatti:

  • Età ≥ 40 anni o qualsiasi altro fattore di rischio di bassa risposta (presenza di endometriosi, esistenza di una sola ovaia, ecc.).
  • Ciclo precedente con ≤ 3 ovociti recuperati con il solito protocollo di stimolazione.
  • Alterazione nella prova di riserva ovarica (conta dei follicoli antrali inferiore a 5-7, Ormone Antimulleriano inferiore a 0,5 – 1,1 ng / ml).

Generalmente, la bassa risposta alla stimolazione deriva da una bassa riserva follicolare, dovuta a sua volta a un numero minore di follicoli che possono essere attivati con la stimolazione ovarica.

Sono stati recentemente studiati altri fattori che potrebbero essere implicati nella bassa risposta, come uno stato ipoandrogenico (bassi livelli di androgeni) o diminuzione /disfunzione dei recettori ormonali che stimolano il follicolo (un ormone che stimola la crescita dei follicoli). Read more ›

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Come superare l’ansia durante i trattamenti di fertilitá

Arrivó un bel giorno in cui ti sentisti preparata per avere un figlio. Poi peró passarono i mesi, gli anni, numerose visite, controlli ginecologi e numerose delusioni ed ora ti ritrovi in questa montagna russa di emozioni che é il trattamento di fertilitá.

Tutte le persone che si trovano a dover affrontare questo processo probabilmente portano con se da tempo un fardello pesante pieno di incertezze e di tentativi non andati a buon fine, il che avrá creato alti livelli di ansia in questi pazienti

Purtroppo questo stato emozionale non ha una soluzione miracolosa e non é sufficente scocchiare le dita per farlo sparire, peró é possibile capire di che si tratta, da dove viene e quali sono le linee guida da seguire per poterlo ridurre a dei livelli ragionavoli e controllabili.

Da dove viene l’ansia?
Nonostante oggi siamo qui per cercare di limitare i livelli di ansia, dobbiamo sapere che si tratta di un sistema di supervivenza molto utile e che appartiene agli esseri umani sin dalla preistoria, sin dall’epoca in cui si viveva nella foresta e c’era bisogno di cacciare per procurarsi del cibo senza cercare di diventare preda di animali feroci

Di fornte a questa situazione di periolo possono scattare tre possibili risposte: la lotta, la fuga ed il rimanere totalmente paralizzati.

Cos é l’ansia
Sono passati i secoli ed i pericoli fisici sono stati sostituiti dai pericoli psicologici.

L’ansia é il risultato di una situazione di stress prolungato  nel quale questo meccanismo, progettato per iniettarci energía in determinate situazioni, viene impostato come sistema di funzionamento operativo abituale. Read more ›

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