Avere figli dopo aver superato un cancro

Lo scorso 4 Febbraio è stato il Giorno Mondiale della lotta contro il cancro e, da parte nostra, vorremmo contribuire con il nostro granello di sabbia.

 Che cosa offre un centro di Procreazione Assistita nella lotta contro il cancro? Questa è la prima cosa che ci viene chiesta. Può essere tanto o poco, dipende da come la si vede.

Oggi che i trattamenti contro questa malattia sono molto avanzati e raggiungono un gran numero di cure, possibilmente in poco tempo, noi ci dedichiamo alla lotta contro una delle sue conseguenze: la sterilità.

Noi di Ginemed vogliamo contribuire con il nostro granello di sabbia per normalizzare la vita di coloro che dopo una lotta contro il cancro, dalla quale sono usciti vittoriosi, possano integrarsi alla vita come se non avessero vissuto questa terribile malattia. Queste persone se hanno avuto il cancro in gioventú e non avevano avuto ancora figli, vorranno averli per completare uno dei cicli vitali della vita, nascere, creceré, riprodursi e dopodiché morire.

E come é possibile raggiungere questo obiettivo? Beh, grazie a uno dei piú grandi progressi della biologia: la conservazione della vita in uno stato di arresto grazie alle basse temperature. E questo é quello che facciamo mediante tecniche come la vitrificazione degli ovuli e la congelazione degli spermatozoi e molto recentemente anche la vitrificazione di questi ultimi (una tecnica in cui siamo pioneri in Ginemed, attraverso la collaborazione di una societá dell’Universitá di Siviglia con la quale abbiamo sviluppato una nuovissima tecnologia).

Preservare la fertilitá significa conservare i gameti (ovuli o spermatozoi) prima che i trattamenti contro il cancro (radiazioni, chemioterapia, ecc.) possano danneggiarli. Questa conservazione avviene per vitrificazione, un sistema di congelazione ultra rapido, che avita che si producano danni nelle cellule per la formazione di cristalli di ghiaccio (si ricorda che una cellula é composta dal 95% da acqua). Dopo la vitrificazione si mantengono i gameti sommersi nel nitrogeno liquido che ci garantisce temperature sotto i 196º sotto zero. Con queste condizioni le cellule fermano il loro metabolismo e possono rimanere vive senza essere danneggiate durante moltissime anni (piú di una vita di una persona).

Cosí quando una persona che ha vitno il cancro (ed ogni volta sono sempre di piú) vuole un figlio, solo debe scongelare i suoi gameti (o solo una parte) e utilizzarle con qualche tecnica di riproduzione assistita che viene usata nei centri di riproduzione.

Sembra qualcosa di magico ma ogni volta ci sono sempre piú uomini e donne che riescono ad avere un figlio con quegli ovuli o spermatozoi che conservarono con grande previsione in un momento in cui il suo interesse era un altro, ossia vincere il cancro, e che ora, una volta vinto, pensano anche a un retorno alla normalitá, formare una famiglia o ampliarla e raggiungere questa felicitá che danno i figli.

Si, il nostro contributo alla lotta contro il cancro oggi non é nel trattamento, bensí nel dopo, nel restituir esperanza e allegria a chi ha sofferto tanto per una dura malattia superata.

Pascual Sánchez Martín.

Ginecologo e direttore medico di Ginemed.

 

Posted in Fertilità/Infertilità, Ginecologia, Gravidanza, PMA

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