Che cosa provoca una bassa risposta ovarica e come trattarla

La scarsa risposta alla stimolazione ovarica è una delle sfide più interessanti che si possono presentare a uno specialista di riproduzione assistita.

Non esistono criteri uniformi per definire la bassa risposta. Anzi, è stato solo nel 2010 che la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia è giunta a un consenso nella sua definizione. È stato stabilito che per confermare che esiste una risposta bassa, almeno due dei seguenti criteri devono essere soddisfatti:

  • Età ≥ 40 anni o qualsiasi altro fattore di rischio di bassa risposta (presenza di endometriosi, esistenza di una sola ovaia, ecc.).
  • Ciclo precedente con ≤ 3 ovociti recuperati con il solito protocollo di stimolazione.
  • Alterazione nella prova di riserva ovarica (conta dei follicoli antrali inferiore a 5-7, Ormone Antimulleriano inferiore a 0,5 – 1,1 ng / ml).

Generalmente, la bassa risposta alla stimolazione deriva da una bassa riserva follicolare, dovuta a sua volta a un numero minore di follicoli che possono essere attivati con la stimolazione ovarica.

Sono stati recentemente studiati altri fattori che potrebbero essere implicati nella bassa risposta, come uno stato ipoandrogenico (bassi livelli di androgeni) o diminuzione /disfunzione dei recettori ormonali che stimolano il follicolo (un ormone che stimola la crescita dei follicoli).

ovulosPer quanto riguarda il trattamento per la bassa risposta, non ci sono linee guida generalmente accettate. L’aumento della dose di gonadotropine (farmaco utilizzato per la stimolazione ovarica) non ha dimostrato che, a partire da determinati livelli, migliori il numero di ovociti ottenuti.
Un modo per aumentare gli androgeni ovarici è l’uso di farmaci chiamati inibitori di aromatasi, che impediscono la conversione degli androgeni in estrogeni, aumentando così il livello degli androgeni. Tuttavia, gli studi recenti non hanno dimostrato la loro efficacia in termini di bambini appena nati vivi.
L’altro modo per aumentare gli androgeni, a livello ovarico, è quello di utilizzare farmaci con attività LH durante la stimolazione ovarica. Tale attività dell’LH potrebbe migliorare la bassa risposta, ma attualmente non ci sono prove sufficienti che dimostrano che il suo uso possa migliorare il tasso di gravidanza in corso nelle pazienti con bassa risposta nei cicli di FIVET (Fecondazione in Vitro).

L’uso di testosterone transdermico (cerotti transdermici o gel), aumenta anche i livelli degli androgeni, che vengono applicati esternamente, e ha apportato risultati incoraggianti, ma sono necessari ulteriori studi che alleghino nuove prove scientifiche.
L’uso di GH (ormone della crescita) sembra migliorare il tasso di bambini appena nati vivi, in quanto migliora la risposta ai medicinali utilizzati nella stimolazione ovarica. Tuttavia, il risultato non è del tutto significativo a causa dello scarso numero di studi effettuati, dei pochi pazienti inclusi e della diversità clinica degli stessi, e sono necessari nuovi studi. A sua volta l’ormone della crescita presenta un costo elevato e non è disponibile per questa indicazione in Spagna, dato che non si raccomanda nella solita pratica clinica.
Infine, ci sono pazienti che hanno recettori per FSH (ormone che stimola il follicolo), che rispondono meglio a un tipo di gonadotropina rispetto ad altri a causa del tipo di composizione dello stesso. In questi casi, la variazione delle gonadotropine potrebbe migliorare la risposta delle ovaie alla stimolazione.

Come abbiamo visto, la bassa risposta alla stimolazione ovarica rappresenta una sfida data le sue molteplici cause e la mancanza di trattamenti funzionali attuali; tale situazione dovrebbe stimolare a continuare la ricerca sui meccanismi responsabili della bassa risposta ovarica allo scopo di trovare terapie efficaci per le nostre pazienti.

José Martín Vallejo
Ginecologo dell’Unità di Riproduizione Assistita Ginemed Valencia

Posted in Fertilità/Infertilità, PMA

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