Embrioni in 3ª giornata o stadio di blastocisti: quando trasferirli?

Realizzare un transfer di embrioni allo stadio di blastocisti, ci permette di avvicinarci ancora di più alle condizioni naturali, migliorando la sincronia endometrio-embrione ed ottenendo percentuali di successo di impianto maggiori.

Transfer en +3 o +5

Storicamente, il perfezionamento delle tecniche di riproduzione assistita ha significato un miglioramento delle percentuali di gravidanze, transformando in realtá il sogno di avere  dei figli.

Durante anni, si è considerato il transfer degli embrioni in 3ª giornata evolutiva come l’opzione più fattibile al momento di realizzare un transfer embrionario. Nonostante ciò, con l’arrivo delle incubatrici di nuova generazione, si è aperta una nuova finestra alla coltura di lunga durata degli embrioni, dove la selezione naturale ritornava a guadagnare protagonismo dentro il mondo “in vitro” del laboratorio.

Da allora, noi professionisti ci scontriamo con l’eterna domanda: transfer embrionario in 3ª o in 5ª giornata evolutiva?

Entrambi i metodi di selezione embrionaria comportano una serie di vantaggi e svantaggi al momento di realizzare il transfer, per ciò la scelta dipenderà dalla valutazione su misura di ogni singolo caso da parte degli specialisti.

Come regola fissa, affinchè si realizzi l’impianto dell’embrione nell’utero materno, è necessario che l’embrione si trovi allo stadio di blastocisti (5º-6º giorno di sviluppo). Ciò nonostante non tutti gli embrioni sono capaci di raggiungere questo stadio al di fuori del corpo umano.

La classificazione embrionaria non è una scienza esatta. Per questo, esistono casi in cui pazienti, ai quali erano stati impiantati embrioni di bassa qualità in 3ª giornata, il cui fine, in caso di poter disporre di altri di migliore qualità, non sarebbe stato quello dell’impianto, hanno dato luogo ad una gravidanza.

Ciò si deve al fatto che non esiste una maniera di sapere se questi stessi embrioni, scartati in 3ª giornata, avrebbero avuto un fine differente nel caso in cui fossero stati impiantati nell’utero materno in quello stadio.

Tuttavia, oggi, sia i mezzi di coltura utilizzati che le condizioni che riguardano il laboratorio, riproducono con un alto grado di fedeltà le condizioni naturali nelle quali si sviluppano gli embrioni nell’utero; per cui questi casi non possono essere considerati come una norma generale e, pertanto, non ci permetterebbero di scartare l’uso del transfer in 5ª giornata a fronte della 3ª giornata evolutiva.

Alla stessa maniera, embrioni di buona qualità in 3ª giornata possono non essere capaci di raggiungere lo stadio di blastocisti, o al contrario, embrioni di bassa qualità in 3ª giornata, possono essere in grado di recuperarsi qualitativamente e raggiungere questo stadio di buona qualità.

Un altro fattore indispensabile per l’impianto è la sincronia endomentrio-embrione. Si tratta di una dialogo che avviene tra l’endometrio e la blastocisti, visto che in 3ª giornata evolutiva, gli embrioni ancora si troverebbero a scendere attraverso le trombe di Falloppio verso l’utero.

Un transfer in 5ª giornata, ci permette di avvicinarci ancora di più alle condizioni naturali, ottenendo percentuali di successo di impianto maggiori che quelle ottenute in 3ª giornata.

In forma generale, e davanti ai multipli scenari che si possono presentare in entrambi gli approcci di transfer, si suole tenere in considerazione il numero di embrioni e la loro qualità, che sono le caratteristiche che faranno pendere la bilancia da un lato o dall’altro.

In questo modo, con un numero elevato di embrioni di buona qualità in 3ª giornata, la coltura di lunga durata ci permetterebbe l’opportunità di selezionare quell’embrione con capacità di formare una blastocisti e una migliore sincronia endometriale, aumentando le possibilità di successo d’impianto e riducendo dunque il numero di transfer.

Al contrario, con un numero di embrioni limitato, questo vantaggio rimarrebbe diluito dalla possibilità di cancellazione del ciclo nel caso in cui questi non rispondano con la migliore qualità.

Tutti questi fattori sono tenuti in conto al momento di prendere una decisione, e devono essere studiati singolarmente, personalizzando al massimo ogni trattamento.

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