L’importanza della Vitamina D nei trattamenti di riproduzione.

Studi recenti hanno dimostrato che le donne con alti livelli di vitamina D avranno maggiori possibilità di concepire un figlio.

Vitamina D

Un ottimo stato nutrizionale sin dal periodo preconcezionale, e un adeguata assunzione di tutti i nutrienti essenziali, rappresentano fattori importantissimi per migliorare la fertilità e sviluppo della gravidanza.

Tra questi nutrienti, è da sottolineare il ruolo della vitamina D per due fattori:

Sempre più spesso è documentato e comprovato il suo ruolo nella fertilità femminile tanto quanto in quella maschile; inoltre per la prevalenza di bassi livelli di vitamina D in quelle donne che desiderano una gravidanza o che ricorrono a trattamenti di procreazione assistita.

È possibile assumere Vitamina D attraverso una dieta costituita da: latticini, pesce azzurro, tuorlo d’uovo, etc,; o sintetizzarla a livello cutaneo attraverso l’esposizione alla luce del sole (UVB). Si stima che il 50% della popolazione generale corra il rischio di presentare bassi livelli di vitamina D,  soprattutto nei casi di assunzione insufficiente attraverso la dieta, di cattivo assorbimento intestinale, di consumo di medicinali o di insufficiente esposizione alla luce solare.

La vitamina D è fondamentale per il metabolismo osseo e per l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, svolgendo la sua azione antiinfiammatoria e immunomodulante su diversi organi, in particolare modu sul pancreas, a livello celebrale,  sul sistema cardiovascolare e sull’apparato riproduttore.

Vari studi descrivono la relazione che intercorre tra la vitamina D e la qualità ovocitaria ed embrionale. Tuttavia, la spiegazione scientificamente più comprovata è quella che relaziona il suddetto micronutriente con i processi di immunoregolazione durante l’impianto embrionario.

Studi recenti, come quello condotto presso l’ università di Birmingham e riportato nella rivista Human Reproduction, dimostrano, la relazione tra la vitamina D e un maggior numero di bambini nati vivi in pazienti che si sottopongono a un trattamento di procreazione assistita. Tali ricerche mostrarono che le donne con livelli adeguati di vitamina D nel sangue (>30 mg/mL) presentavano una probabilita superiore di portare a termine una gravidanza con nato vivo rispetto a coloro che presentavano una concentrazione non sufficiente (20-30 mg/mL) o carente (<20 mg/mL) della vitamina.

Alla luce di queste informazioni, possiamo concludere affermando che, prima di inziare un trattamento di procreazione assistita, sarebbe raccomandabile che le pazienti presentassero livelli di vitamina D adeguati in modo da favorire l’impianto degli embrioni.

La quantità giornaliera raccomandata di assunzione di vitamina D è di circa 400 UI al giorno, per cui, nel caso in cui non si dovessero raggiungere tali livelli, sarebbe opportuno compensare in modo extra, sempre sotto controllo medico, fino a que non ci siano ulteriori studi clinici che comprovino i benefeci di una supplementazione di vitamina D.

Posted in Fertilità/Infertilità, PMA

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*