Quando e perché fare una biopsia endometriale?

Noi specialisti di riproduzione assistita effettuiamo continuamente ricerche per trovare le tecniche che possono aumentare i tassi di successo dei trattamenti. Oggi parleremo dell’utilità della biopsia endometriale.

Cos’è l’endometrio?

In termini molto semplici, l’endometrio è la parte attiva del rivestimento dell’utero, che copre le sue pareti interne. L’endometrio, sotto stimoli ormonali (delle ovaie o provocati da farmaci esterni) cresce e si prepara a ricevere l’embrione, ed è dove tutta la gravidanza sviluppa.

Che cosa è una biopsia endometriale?

Si tratta di una procedura che si realizza nello studio medico, senza sedazione o anestesia. Si prevede il posizionamento di uno speculum, per visualizzare la cervice e, attraverso di essa, si introduce una sottile canula per aspirare il tessuto endometriale. Questo ci consente di ottenere un campione da inviare ad un laboratorio per effettuare vari tipi di analisi.

E’ un esame doloroso?

La sensazione è spesso descritta come un lieve disagio mestruale. Si raccomanda che la paziente venga nello studio medico con la vescica piena, cosí il collo dell’utero sará piú dritto e l’ingresso della canula sará più facile.

Quali informazioni ci dà il materiale analizzato in una biopsia endometriale?

Gli studi che possiamo fare includono:

  • Esame istologico del tessuto, per valutare la maturità del dell’endometrio e scartare che ci sia qualche tipo di tumore maligno;
  • Sultura endometriale per escludere una infezione endometriale;
  • Studio delle cellule plasmatiche, per diagnosticare casi di endometrite cronica;
  • Studio delle sottopopolazioni linfocitarie di cellule Natural Killer, per conoscere lo stato immunologico dell’endometrio, dato che questo può influenzare l’interazione madre-embrione e di conseguenza l’impianto dell’embrione.

Facendola in un momento specifico del ciclo possiamo valutare la finestra di impianto dell’embrione, cioè valutare se lo sviluppo endometriale è coerente con il ciclo di sviluppo embrionale, nel momento esatto in cui decidiamo di collocare gli embrioni nell’utero.

La biopsia endometriale migliora il tasso di impianto degli embrioni?

Lo “scratch endometriale” è una piccola ferita che si fa nell’endometrio, ed è ciò che accade quando si fa la biopsia. Si ritiene che questo “graffio” possa rilasciare fattori che favoriscono a livello biochimico l’impianto dell’embrione. L’effetto che questo può avere sul miglioramento dei tassi di impianto e quindi sui tassi di gravidanza, é ancora oggetto di controversia.

Nel 2015, si pubblicó nella Cochrane Library l’analisi di 14 studi con un moderato livello di evidenza, in cui si conclude che facendo una lesione dell’endometrio prima del transfer embrionario si migliorano i tassi di gravidanza e di bambini nati vivi, in donne che precedentemente avevano giá effettuato uno o due transfer embrionari.

Quando lo scratching è stato effettuato nello stesso ciclo (il giorno del prelievo degli ovociti) i tassi di gravidanza sono stati piú bassi.

La decisione di se fare o no il graffio endometriale dovrebbe essere presa dallo specialista di riproduzione assistita, valutando caso per caso in modo personalizzato.

Un altro studio clinico randomizzato condotto nel 2014 non riveló differenze tra pazienti subfertili che realizzarono lo scratching nel ciclo mestruale previo al transfer. Analizzando se la paziente aveva effettuato un trasferimento precedente, è stato osservato che il graffio endometriale diminuiva i tassi di gravidanza.

Quest’anno, é stato pubblicato uno studio clinico randomizzato, in cui l’utilità di questa tecnica é stata valutata in pazienti in ciclo naturale, per il transfer di embrioni congelati. Non si sono osservati migliori tassi di gravidanza facendo lo scratching.

Come possiamo vedere, ci sono studi in cui sembra che questa procedura migliori i risultati e, potenzialmente, altri dicono il contrario. Gli stessi autori di questi studi suggeriscono che si facciano maggiori studi a rigaurdo, con più pazienti e cercando una popolazione più omogenea per dare maggiore qualità e precisione ai risultati.

 

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